A poche decine di metri dalla riva di Chiaia c’era un piccolo borgo con chiesa, taverne e pescatori. Nell’Ottocento fu spianato e inglobato nella Villa Reale.
di Ruggero M. Savarese
Conoscete la storia della Rotonda Diaz e dell’isolotto di San Leonardo? Oggi scopriamo come un piccolo isolotto del golfo di Napoli sia stato inglobato nell’attuale lungomare di via Caracciolo.
Un borgo in mezzo al mare
Prima che il litorale di Chiaia avesse l’aspetto di oggi, a poche decine di metri dalla costa emergeva dall’acqua un isolotto piccolo e basso. Ci sorgevano un minuscolo borgo con una chiesetta, una spiaggia, un convento, alcune taverne, gli ormeggi dei pescatori e qualche casa popolare.
Secondo la tradizione, tutto cominciò nel 1028 con Leonardo d’Orio, un castigliano che navigava nel golfo. Sorpreso da una tempesta, promise al santo di cui portava il nome che, se si fosse salvato, gli avrebbe innalzato un luogo di preghiera. Approdò sull’isolotto, e lì fece costruire la chiesa di San Leonardo come ex voto.
Taverne e contrabbando
L’isolotto era frequentato da gente di ogni ceto, e col tempo divenne un luogo malfamato, pieno di taverne. La più nota era la taverna di Florio, che Salvatore Di Giacomo ricorda nelle sue Taverne famose napoletane.
Ormai fuori controllo, in mano alla delinquenza e al contrabbando, l’isolotto aveva i giorni contati. Nei primi anni dell’Ottocento si decise di ingrandire la Villa Reale, il passeggio sul mare che Ferdinando IV aveva fatto realizzare da Carlo Vanvitelli fra il 1778 e il 1781. Le case furono abbattute, la chiesa demolita e lo scoglio spianato e unito alla riva.
Dalla Loggetta a mare alla Rotonda Diaz
Al posto dell’isolotto nacque una terrazza protesa sul mare, nell’ambito dei lavori che l’architetto Stefano Gasse condusse sulla Villa fra il 1807 e il 1834. Fu chiamata «Loggetta a mare».
Mantenne questo nome fino al maggio 1936, quando, alla presenza delle autorità, fu inaugurato il grande monumento equestre dello scultore Francesco Nagni dedicato ad Armando Diaz, il generale napoletano eroe della Prima guerra mondiale. Da allora tutti la chiamano Rotonda Diaz.
Così, chi oggi passeggia sulla Rotonda Diaz cammina sopra un’isola scomparsa. Spero di avervi incuriosito. Alla prossima!
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Fonti
Il testo riprende la pillola video di Ruggero M. Savarese sulla Rotonda Diaz e l’isolotto di San Leonardo, canale YouTube Edizioni Savarese.
S. Di Giacomo, Taverne famose napoletane.


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